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Sono passati tredici anni dal mio primo viaggio in Himalaya, era l’anno 2005 e intrapresi il mio viaggio con l’unico obiettivo, spinta dalla curiosità del giornalista di arrivare alle pendici delle Himalaya e incontrare il popolo Hunza.

Il popolo Hunza per me era ed è ancora uno dei più grandi misteri del nostro Pianeta. Fino a pochi decenni fa viveva praticamente isolato dal resto del mondo, arroccato nel suo piccolo regno situato nella parte più estrema del nord-est del Pakistan, ai confini con la Cina.

Le mie ricerche come giornalista sui discendenti dei soldati di Alessandro il Macedone, rimaste per 2300 anni nei più remoti territori conquistati all’epoca delle sue imprese, si sono dimostrate esatte, il mondo non lo sapeva ma loro erano ancora lì.

L’arrivo della famiglia reale nella Repubblica di Macedonia doveva essere un evento di carattere cerimoniale, ma magicamente si era trasformato in un evento di risonanza internazionale, per quale hanno scritto le più importanti testate giornalistiche come: New York Times, Int, Herald Tribune, ecc… Dopo due anni sono tornata dagli Hunza per un motivo molto speciale: ricevere un decreto reale per la mia nomina di Principessa Onoraria Macedone e Ambasciatore Onorario degli Hunza per la Repubblica di Macedonia.

Quello che non sapevo degli Hunza, finchè non ho approfondito meglio il loro stile di vita, era il fenomeno per il quale sono conosciuti in tutto il mondo: la longevità e il loro formidabile stato di salute mantenuto nel tempo.

Per me è stato sorprendente sapere che le persone della popolazione Hunza non si ammalano quasi mai e che nella loro comunità, non sono mai stati riscontrati casi di malattie degenerative (Nell’agosto nel 1977, a Parigi, l’International Cancer Congress dichiarò: “Secondo i dati sulla geo-cancerologia, la scienza dello studio sul cancro in diverse regioni del mondo, la completa assenza di cancro si verifica solo tra i popoli di Hunza”).

Nello stesso tempo non capivo come le donne Hunza e anche le donne più anziane avevano dei visi bellissimi e quasi senza rughe, alle quali non si poteva dare un’età…. il sogno di ogni donna…

un segreto visibile

La risposta alla mia curiosità era ovunque a torno a me, le piante di albicocco, dalle quali artigianalmente ricavano l’Olio di semi di albicocca da oltre 2000 anni secondo una ricetta tradizionale. L’olio di semi di albicocca di semi dolci e amari, tra la popolazione Hunza è considerato come il più grande segreto della loro longevità.

Viene spremuto manualmente con utensili tradizionali e lo usano quotidianamente nella loro alimentazionee per la cura della pelle.

È interessante il fatto che nella valle di Hunza (dove non esiste la criminalità, la polizia e le prigioni), la pianta di albicocco è considerata come un grande tesoro, e la ricchezza e la rispettabilità delle famiglie viene misurato con il quantitativo de piante di albicocco che possiedono.

Per la prima volta nella storia degli Hunza hanno concesso l’utilizzo del loro prezioso olio al di fuori del loro regno inviandolo nella Repubblica di Macedonia, questa splendida opportunità, mi rende particolarmente felice e fiera è mi permette di poter condividere questo elisir con il mio Paese e da poco anche con altri Paesi in Europa.

“Gli Hunza. Un popolo che ignora la malatia”

Marina Dojcinovska

Principessa onoraria degli Hunza
Giornalista – Autore
CEO Hunza Veda Club

Olio di Hunza – Amaro

 48.00

Olio di Hunza, concentrato al 98% di Semi Amari di Albicocca (SELVATICA) Himalayana, prodotto artigianalmente secondo la tradizione millenaria del popolo della valle di Hunza – Himalaya

Contiene Vitamina B17 (Amigdalina)

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Olio di Hunza – Dolce

 42.00

Olio di Hunza di Semi Dolci di Albicocca Himalayana, prodotto artigianalmente secondo la tradizione millenaria del popolo della valle di Hunza – Himalaya

NON Contiene la Vitamina B17 (Amigdalina)

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